Funzionalità del chatbot

User experience

OpenCity AI introduce un avanzato strumento di ricerca semantica progettato per orientare in modo efficace gli utenti e rispondere con precisione ai loro bisogni informativi.

Si presenta come un'interfaccia conversazionale mobile first, sempre a disposizione dell'utente. È accessibile da ogni pagina del sito web cliccando sull'apposita icona collocata in basso a destra.

Il chatbot fornisce risposte basate esclusivamente sul dominio di conoscenza dell'ente, utilizzando unicamente i dati e i contenuti presenti sul sito web istituzionale. Per facilitare ulteriormente la navigazione, l'interfaccia propone anche una selezione di domande frequenti (FAQ) per indirizzare l'utente verso i temi di maggiore interesse.

Qualità delle risposte

Il sistema elabora risposte esaustive e mirate, concepite per restituire all'utente l'informazione chiave evitando lunghe ricerche all'interno del portale. A garanzia dell'affidabilità, ogni risposta generata è sempre corredata dalle relative fonti. Questo permette all'utente, qualora lo desideri, di verificare l'informazione o di approfondire la lettura consultando direttamente la pagina web di origine.

L'interazione con il chatbot è dinamica: l'utente può dialogare con il sistema, ponendo domande successive per specificare meglio il contesto o per richiedere ulteriori dettagli, proprio come in una conversazione reale.

Questa fluidità è resa possibile dalla capacità del sistema di superare le barriere del linguaggio burocratico, spesso presente nelle fonti ufficiali come delibere o regolamenti, rielaborando i contenuti in uno stile di comunicazione colloquiale, sintetico e accessibile. In questo modo, l'eventuale complessità tecnica dei contenuti viene resa comprensibile per il cittadino, senza alterare la correttezza del dato istituzionale di partenza.

Vantaggi rispetto al motore di ricerca

A differenza del motore di ricerca del sito web, OpenCity Chatbot AI è progettato per interpretare il linguaggio naturale.

Il sistema supera i limiti del motore di ricerca poiché è in grado di comprendere il reale intento dell'utente e il contesto della richiesta, come rilevato anche dai cicli di test svolti.

Questo permette al cittadino di ricevere risposte pertinenti anche quando si esprime con un linguaggio colloquiale, semplificando l'accesso ai servizi e alle informazioni dell'Ente.

In particolare, il chatbot offre un supporto decisivo in scenari come:

  • Tolleranza agli errori: comprende la richiesta e fornisce la risposta corretta anche se la domanda dell'utente contiene errori grammaticali o di battitura;

  • Riconoscimento dei sinonimi: interpreta il linguaggio comune e lo collega alla terminologia tecnica dell'ente (ad esempio, associa il termine "morti" alla sezione "servizi per i defunti");

  • Capacità di sintesi: riesce a elaborare una risposta specifica aggregando informazioni frammentate su più pagine, risultando utile quando non esiste una singola pagina web dedicata esattamente al quesito dell'utente (es. "sono previste assunzioni nel 2026?");

  • Comprensione semantica: collega il bisogno espresso dall'utente al servizio o all'ufficio competente, anche senza parole chiave esatte (ad esempio, capisce che una domanda sul "problema delle buche" fa riferimento al servizio "segnalazione disservizi").

Vantaggi rispetto a LLM generici

A differenza di modelli di Intelligenza Artificiale generica, come ChatGPT, Gemini o Deepseek, OpenCity Chatbot AI è una soluzione specializzata e "addestrata" specificamente per la Pubblica Amministrazione.

I vantaggi principali rispetto a un modello generico sono:

  • Accuratezza della ricerca semantica: mentre i modelli generici possono faticare a isolare i dati specifici di un singolo territorio, il nostro chatbot esegue una ricerca semantica avanzata sui soli dati ufficiali dell'Ente. Questo garantisce che la risposta sia sempre pertinente al contesto locale e non basata su normative generali o di altri Paesi;

  • Prevenzione delle "allucinazioni": in ambito IA, si parla di "allucinazione" quando un sistema genera risposte false ma verosimili. OpenCity Chatbot AI è configurato per essere rigoroso: se il sistema non trova informazioni affidabili nei contenuti del sito web o se la domanda risulta ambigua, non "inventa" una risposta. Al contrario, invita l'utente a contattare direttamente gli uffici competenti, garantendo così la massima integrità dell'informazione istituzionale;

  • Robustezza della privacy e protezione dei dati: il sistema richiede la presa visione dell'informativa privacy dell'Ente prima dell'interazione, assicurando che l'utente sia pienamente informato sul trattamento dei dati. Inoltre, l’architettura integra un filtro di sicurezza che blocca preventivamente l'invio di dati personali verso LLM esterni, impedendo che informazioni sensibili vengano trattate da sistemi di terze parti.

Sincronizzazione dei contenuti e aggiornamento dati

Le risposte fornite da OpenCity Chatbot AI sono generate esclusivamente sulla base dei contenuti ufficiali pubblicati all'interno del sito web istituzionale.

Al fine di garantire la massima accuratezza e pertinenza delle informazioni, il sistema esegue una scansione automatizzata quotidiana (scraping) del portale. Questo processo permette al chatbot di apprendere tempestivamente ogni aggiornamento, modifica o nuova pubblicazione inserita dall'Ente, assicurando all'utente finale risposte sempre allineate.

Rapidità di attivazione e indipendenza tecnologica

L’attivazione di OpenCity AI Chatbot si distingue per la rapidità operativa: l’integrazione sul portale istituzionale, infatti, avviene tramite l’inserimento di uno script, un’operazione non invasiva che non richiede interventi sistemistici lato server né riconfigurazioni tecniche.

plugIntegrazione con il frontend

Questa facilità è possibile grazie alla totale indipendenza del sistema rispetto alla piattaforma in uso: il chatbot si configura come un modulo autonomo e stand-alone, capace di operare su qualsiasi tipologia di sito senza la necessità di migrare contenuti o modificare l’infrastruttura esistente.

In fase di attivazione, inoltre, OpenCity Italia genera un report riguardante la qualità delle risposte fornite dal sistema. Questo documento fornisce indicazioni pratiche per il miglioramento o l'aggiornamento di determinati contenuti del sito, laddove necessario.

Gestione multisite

Spesso il patrimonio informativo di un Comune è distribuito su portali differenti: dal sito istituzionale ai siti verticali (turismo, musei, biblioteche), fino alle piattaforme esterne per l'Albo Pretorio o l'Amministrazione Trasparente.

OpenCity Chatbot AI supera la frammentazione di questi contenuti attraverso una gestione multisite avanzata, che opera su due livelli:

  1. il chatbot può acquisire e analizzare i contenuti provenienti da tutti i siti web dell'ecosistema comunale. Questo permette al sistema di fornire risposte complete attingendo a fonti diverse, anche se l'informazione non è presente sul sito principale;

  2. il chatbot può essere installato contemporaneamente su tutti i portali dell'Ente. In questo modo, il cittadino avrà sempre a disposizione lo stesso assistente intelligente, capace di rispondere su ogni ambito di competenza dell'amministrazione a prescindere dal portale in cui si trova in quel momento.

Questa architettura trasforma la rete di siti web dell'Ente in un unico punto di accesso assistito, eliminando la necessità per l'utente di conoscere l'esatta collocazione di un documento o di un servizio.

Gestione della comunicazione multilingue

L'architettura di OpenCity AI Chatbot è stata progettata per supportare la diversità linguistica, una funzionalità progettata per rispondere a due scenari operativi distinti, definiti come obiettivi strategici e desiderata di progetto:

Interazione spontanea in lingua straniera

OpenCity Chatbot AI supporta attualmente circa quaranta lingue

Questo scenario riguarda la capacità del chatbot di riconoscere e gestire richieste poste in una lingua diversa (es. inglese, francese, spagnolo) anche all'interno di un portale i cui contenuti sono esclusivamente in italiano.

Il sistema opera come un mediatore digitale per facilitare l’accesso ai contenuti agli utenti non italofoni.

Quando l’utente invia un messaggio, la richiesta viene processata attraverso la nostra pipeline e inoltrata al Gemini per l'elaborazione. Una volta generata la risposta, prima della pubblicazione finale, interviene un modulo di controllo basato su un modello di Machine Learning (integrato tramite spacy-language-detection) residente sui nostri sistemi.

Questo modulo verifica la coerenza linguistica tra il quesito originale e la risposta prodotta:

  • se le lingue coincidono: la risposta viene inviata direttamente all'utente;

  • se viene rilevata una discrepanza: il sistema effettua una chiamata dedicata, distinta dal flusso della chat principale, con un'istruzione specifica per tradurre il testo nella lingua dell'utente, garantendo così la massima accuratezza prima della consegna finale.

Questa capacità di comprensione e risposta si estende anche alle lingue più complesse, come ad esempio arabo e cinese.

Nell'immagine, l'utente chiede in lingua cinese come richiedere la carta d'identità elettronica (请问,如何办理电子身份证?)
Nell'immagine, l'utente chiede in lingua araba come richiedere la carta d'identità elettronica (كيف يمكنني التقدم بطلب للحصول على بطاقة الهوية الإلكترونية؟)

Integrazione con portali multilingue nativi

Il sistema è predisposto per operare su siti istituzionali che presentano già versioni in più lingue ufficiali. In questo contesto, il chatbot è in grado di allinearsi alla lingua di navigazione scelta dall'utente, attingendo alla knowledge base corrispondente per fornire risposte coerenti e ufficiali in lingua.

Nello specifico caso di portali che operano su domini o sottodomini separati (ad esempio, uno per l'italiano e uno per il tedesco), la soluzione attualmente in fase di analisi prevede l'attivazione di due installazioni distinte dell'assistente virtuale.

Tale approccio permette di dedicare ogni istanza del chatbot a un dominio linguistico specifico, garantendo una separazione netta delle knowledge base. In merito a questa configurazione, OpenCity Italia sta attualmente conducendo dei test.

Interazione vocale

OpenCity AI Chatbot supporta l'inserimento della domanda tramite voce, offrendo un canale di accesso alternativo alla digitazione testuale. Il cittadino può attivare il riconoscimento vocale direttamente dall'interfaccia del chatbot e formulare la propria richiesta a voce: il sistema trascrive l'audio in testo e avvia l'elaborazione seguendo il medesimo flusso della chat tradizionale.

Questa modalità si rivela particolarmente utile in scenari di accessibilità e contribuisce a rendere il servizio fruibile da una platea più ampia di cittadini.

La funzionalità è disponibile sui dispositivi e browser che supportano le API di riconoscimento vocale standard; non richiede installazione di componenti aggiuntivi né configurazioni specifiche da parte dell'Ente.

Indicizzazione dei documenti (PDF)

Sebbene sia possibile prevedere l’indicizzazione dei file PDF caricati all’interno del sito web, tale funzionalità non è attualmente implementata.

In base alle analisi e ai test condotti da OpenCity Italia, è emerso che:

  • l'uso dei PDF può peggiorare sensibilmente le prestazioni del chatbot: la natura stessa di questi file comporta una forte variabilità nell'indicizzazione, rendendo meno fluida e precisa l'elaborazione della risposta;

  • l’inclusione massiva di documenti allegati determina un aumento delle fonti considerate dal sistema per ogni singola domanda. Questa sovrabbondanza di dati può generare un "rumore" informativo che rischia di portare il chatbot a scartare fonti web più rilevanti e aggiornate a favore di passaggi contenuti in documenti meno pertinenti.

Integrazioni e interoperabilità: analisi e adozione del Model Context Protocol (MCP)

La nostra piattaforma è in costante evoluzione per allinearsi in modo fluido e sicuro all'ecosistema digitale della Pubblica Amministrazione. Per garantire la massima longevità e interoperabilità dei nostri sistemi, stiamo attivamente esplorando l'adozione del Model Context Protocol (MCP), il nuovo standard emergente per la comunicazione tra le intelligenze artificiali e i servizi dati.

L'adozione di questo standard ha il potenziale per superare le tradizionali e rigide integrazioni API point-to-point, puntando a trasformare il nostro chatbot in un ecosistema sempre più plug-and-play. In prospettiva, ciò andrebbe a limitare il rischio di vendor lock-in, facendo sì che i futuri aggiornamenti ai servizi dell'Ente possano richiedere interventi minimi sul codice del chatbot, ottimizzando tempi e costi di manutenzione.

La nostra analisi implementativa si sta sviluppando su due direttrici principali, al fine di studiare un flusso bidirezionale per i servizi della PA:

Il chatbot verso un modello di agente universale (client MCP)

L'obiettivo è quello di elevare il nostro assistente AI da strumento puramente conversazionale a sistema capace di interagire in modo proattivo con i servizi digitali dell'Ente. Le aree di indagine attuali includono:

  • Integrazione sicura con SPID/CIE (privacy-first): Lo scenario applicativo a cui puntiamo prevede la possibilità di far autenticare l'utente tramite i sistemi di identità digitale standard. In questa architettura, il server MCP agirebbe da ponte sicuro per la gestione della sessione SPID, facendo in modo che il "cervello" dell'IA (l'LLM) non debba mai entrare in possesso dei token diretti, a garanzia e tutela della privacy.

  • Automazione assistita (agent loop): La sperimentazione sull'MCP mira ad abilitare, in futuro, l'esecuzione di operazioni complesse in un'unica interazione semantica. A tendere, una volta autenticato, l'agente potrebbe essere in grado di visualizzare le pratiche di un cittadino, identificare documenti mancanti e prepararne l'aggiornamento sui sistemi dell'Ente, chiedendo all'utente unicamente le conferme finali necessarie.

  • Connessione a servizi di terze parti: Qualora l'Ente utilizzasse già software di altri fornitori compatibili con lo standard MCP, il nostro obiettivo è fare in modo che il chatbot possa interfacciarsi a tali servizi, ponendosi progressivamente come interfaccia unificata.

Verso un'apertura all'ecosistema PA (server MCP)

L'interoperabilità è un principio fondamentale delle linee guida AgID. Per questo motivo, stiamo studiando l'approccio tecnico per esporre progressivamente i nostri servizi proprietari tramite un nostro server MCP dedicato. Una volta a regime, questa architettura permetterà potenzialmente ad altri agenti AI in uso all'Ente di interrogare la nostra piattaforma in modo standardizzato, valorizzando il patrimonio informativo a tutti i livelli istituzionali.

Sicurezza, governance e trasparenza

Trattando dati sensibili, il controllo sulle azioni dell'IA resta il perno della nostra progettazione:

  • Autorizzazioni granulari (RBAC): L'architettura MCP sta venendo ingegnerizzata per permettere una configurazione flessibile dei permessi. L'intento è fornire all'Ente la capacità di definire a livello di server quali endpoint siano accessibili e con quali privilegi (es. limitare alcuni flussi alla sola consultazione e abilitare la scrittura solo per specifiche pratiche).

  • Tracciabilità e auditing strutturato: Sebbene ogni interazione del sistema sia già tracciata dalle nostre infrastrutture, stiamo valutando un'evoluzione per rendere in futuro la consultazione dei log ancora più accessibile per i responsabili dell'Ente, garantendo massima trasparenza amministrativa sulle richieste e sulle operazioni gestite dall'IA.

  • Affidabilità e certezza del dato: La prospettiva di integrazione real-time con i database dell'Ente (in sinergia con i nostri attuali sistemi RAG) ha lo scopo di fornire al chatbot un contesto sempre più basato su dati certificati e aggiornati, con l'obiettivo continuo di mitigare il rischio di allucinazioni.

Roadmap e approccio allo sviluppo

Trattandosi di un'evoluzione architetturale profonda e strettamente legata all'evoluzione degli standard globali dell'IA, l'introduzione delle funzionalità basate su Model Context Protocol avverrà in modo progressivo e strettamente modulare.

Le fasi di test e sviluppo procederanno in parallelo con il rilascio dei nostri nuovi moduli software. Questo approccio flessibile e cauto ci permette di assicurare che ogni potenziale integrazione MCP venga rigorosamente validata prima dell'eventuale rilascio in produzione, tutelando la stabilità, la sicurezza e la continuità di servizio per le Pubbliche Amministrazioni.

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